Consolidamenti strutturali con micropali
Consolidamento Duomo di Modena
Nel 2013 fu commissionata alla Sonditalia Srl (divisione consolidamenti della Forim), dal Comune di Modena l’esecuzione di nr. 5 perforazioni verticali presso il DUOMO di Modena per l’inserimento di rilevatori per il monitoraggio di questo storico monumento Patrimonio dell’Umanità e sotto la tutela dell’UNESCO.
I Tecnici della Sonditalia Srl di cui faceva parte anche l’Egr. Ing. Carlo Dazzi, vennero quindi contattati, sempre attraverso la Committenza, dalla ditta AGISCO Srl di Milano, per discutere dei dettagli Tecnici delle perforazioni da eseguire e della loro ubicazione. La protezione catodica è scelta a livello mondiale dalle più grandi imprese di trasporto di gas, petrolio e acqua. In Italia tra le principali rientrano Snam, Agip, Italgas, Enel Rete Gas, Toscana Energia, Italcogim Energie, Centria ed anche molte aziende municipalizzate.
La ditta AGISCO Srl Leader nel monitoraggio dei monumenti storici sotto tutela, comunicò che sarebbero stati inseriti nei perfori degli estensimetri e che questi avrebbero inviato H24 ad un PC, tutte le minime variazioni di inclinazione, sollevamento o abbassamento, sia della Torre campanaria ( GHIRLANDINA ) che del DUOMO.
Questo monitoraggio era diventato ormai indispensabile a tutela del monumento oltre che richiesto dall’UNESCO, in quanto già con le rilevazioni manuali eseguite con le tradizionali metodologie avevano evidenziato un peggioramento dell’inclinazione della Ghirlandina, che già in fase costruttiva nell’anno 1179 si era verificato, come nella più celebre Torre di Pisa.
La SONDITALIA Srl avrebbe dovuto eseguire 3 trivellazioni verticali su 3 lati della Ghirlandina a max 15 cm. di distanza dai muri perimetrali e 2 trivellazioni all’esterno dell’abside del Duomo di Modena.
La Sonditalia Srl decise di utilizzare una perforatrice di piccole dimensioni, molto compatta e smontabile.
Le problematiche incontrate furono notevoli e riguardavano gli spazi ridotti in cui si doveva operare (all’esterno dell’abside c’era un camminamento di mt. 1,30 di larghezza, la pavimentazione dell’intera Piazza Duomo era tutta in ciottolato sferoidale appoggiato su di un letto di sabbia di fiume a grana grossa; La presenza costante di persone, turisti e visitatori dell’importante monumento, quindi problematiche di Sicurezza oltre che di pulizia del cantiere.
Non meno difficoltoso fu il recupero del materiale di risulta delle perforazioni, proveniente dal sottosuolo di Modena, che come si prevedeva dalla denominazione della strada che costeggia la Piazza del Duomo, CORSO CANAL GRANDE, evidenziava la presenza di un grosso canale pieno d’acqua.
Infatti nella prima trivellazione, dopo aver passato i 6 metri di fondazione formata di mattoni pieni intervallati da strati di grossi ciottoli di fiume, sono arrivati i primi getti di acqua fangosa di color grigio chiaro, sembrava fosse malta cementizia.
Gli schizzi arrivarono ad una altezza di circa 10 mt. su di una delle 4 facciate della Ghirlandina. Bloccammo subito i lavori di trivellazione e fummo costretti a predisporre un grosso aspiratore per liquidi fangosi di ns.
progettazione. Le problematiche riguardarono anche lo stoccaggio dei fanghi in fusti , vasconi e cisterne.
Furono inseriti nei perfori dei tubi in PVC fenestrato al cui interno furono posizionati i 5 estensimetri.
Fatti gli opportuni collegamenti elettrici e predisposta la rete Wi – Fi i dati iniziarono ad arrivare al PC predisposto per il monitoraggio H 24 dei movimenti del Duomo e della sua torre campanaria La Ghirlandina.
Questi dati sono ora a disposizione della comunità Scientifica Mondiale e possono essere visionati e studiati collegandosi al Portale, nella sezione SCIENTIFICA del sito:
http://www.unesco.modena.it/it/area-istituzionale-scientifica/area-scientifica-1/il-monitoraggio-della-torre-ghirlandina
Micropali tipo TubFix
Il surriscaldamento globale e gli inverni secchi contribuiscono all’essiccazione dei terreni argillosi che, a loro volta, possono provocare il cedimento di strutture e edifici ancorati agli strati superficiali del suolo.
Negli anni ‘80 i fabbricati con 1 o 2 piani rialzati venivano interessati, in particolare, da questi fenomeni. L’aumento costante della siccità ha causato il progressivo ritiro degli strati di terreno fino a una profondità di 8 – 9 metri. Di conseguenza, oggi sono a rischio anche le fondamenta più profonde, ad esempio, quelle dei condomini con 4 o 5 piani fuori terra. Queste strutture possono essere soggette a forti pendenze e flessioni dei pavimenti.
Per questo motivo, da oltre 55 anni eseguiamo micropali Tubfix di lunghezze dai 9 ai 20 metri mediante la trivellazione del terreno, per il consolidamento dei fabbricati. Questi pali / micropali di fondazione vantano molteplici campi di applicazione, tra cui il consolidamento di fondazioni dirette, il ripristino di fondazioni danneggiate, il consolidamento del terreno per la realizzazione di nuove fondamenta, per aumentare la portanza di vecchie strutture nel caso di sopraelevazione.
Nel tempo, abbiamo affinato e aggiornato le nostre tecniche e attrezzature per garantire il raggiungimento di elevati standard qualitativi. Oltretutto, ci limitiamo ad eseguire singole perforazioni senza scavi per introdurre speciali tubi armatura sotto alle fondazioni esistenti. Così, ricreiamo una sorta di “palafitta” che, attraverso i micropali, scaricherà in profondità il peso del fabbricato.
Modalità relative all’esecuzione di micropali tipo TubFix
Il consolidamento delle fondazioni degli edifici e/o del terreno per mezzo dei micropali Tubfix prevede le seguenti fasi esecutive:
- Verifica dei parametri progettuali da rispettare e preparazione degli strumenti e macchinari necessari.
- Esecuzione di fori con diam. 13 cm alla base dei muri di consolidare, arrivando alla profondità prevista.
- Posizionamento dei tubi-armatura all’interno dei fori realizzati. Il diametro e lo spessore dell’armatura (tubi) variano a seconda della profondità e dal peso del fabbricato che dovranno sorreggere, bloccando qualsiasi tipo di cedimento.
- Getto della miscela cementizia è iniettata all’interno dei tubi dei micropali da un’apposita pompa. Il composto arriva in superficie, attraverso le valvole dei tubi e l’intercapedine tra tubo e terreno. Così, si riempie ogni cavità e fessura presente nel sottosuolo a varie profondità.
Di seguito riportiamo alcuni esempi dei contesti in cui abbiamo costruito i micropali Tubfix.
Consolidamento di condomini
Capannoni
Case singole
Fabbricati di tutti i tipi
Ville